lunedì 27 febbraio 2012

oscar 2012






oggi è impossibile non parlare e non pensare alla notte degli Oscar avvenuta ieri..è quasi ovvio che il primo pensiero per molte signorine attente più o meno alla moda sia stato rivolto agli abiti indossati dalle attrici il secondo invece al cavaliere di queste fortunate signore..

la più fortunata è ovviamente Angelina, accompagnata dal suo bellissimo Brad, che se posso dire la mia, da quando sta con lei ha guadagnato moltissimo sia in fascino..ai tempi di Jen sembrava un bel Ken insulso ora (per mio parere personale) è prorio un Uomo affascinante (uomo con la U maiuscola) che in famiglia ...è passato da solo Jen ad un bellissimo clan pieno di bambini, e sapete avendo 4 fratelli io adoro le famiglie numerose,in più avendo frequentato a lungo il sud america da bambina ho sempre pensato che chi adotta e aiuta dei poveri bambini ad uscire da tristi situazioni sia solo da lodare  quindi VIVA BRAD  E ANGELINA...tra l altro senza super spacco lei..ah ultimo ma non per questo meno importante motivo per amare questa coppia è l acquisto di una villa in Valpolicella, quindi dalle mie parti di un paio di anni fa... e alcuni miei amici lo hanno visto Brad qui in Valpo in giro per osterie..si dice voglia dedicarsi anche lui alla produzione di vino...
bene mi sono davvero dilungata troppo ..torniamo agli abiti degli Oscar
il mio preferito è quello indossato da Octavia Spencer ..davvero incantevole, semplice e perfetto


molto bello anche l abito di Mila Jovich


sono molto contenta che un film muto, tra l altro con degli abiti strepitosi, abbia stregato Hollywood
 di Francesco Gallo notizia ansa:
ROMA - Bisogna essere un po' folli per girare nell'epoca del 3D un film in bianco e nero e per giunta muto. Ma se si trattava di una sfida, quella di 'The Artist' di Michael Hazanavicius si può considerare vinta. Perché quel film francese che non aveva vinto a Cannes - gli era stato preferito Terrence Malick, suo concorrente all'84/ma edizione degli Oscar - stasera in suolo americano si è portato a casa ben cinque statuette (miglior film, regia, attore protagonista Jean Dujardin, costumi e colonna sonora).
Insomma una bella soddisfazione per The artist che era arrivato alla vigilia degli Academy Awards con ben 10 candidature. Non solo, il film fu aggiunto all'ultimo momento nella selezione ufficiale di Cannes e aveva anche tante cose contro. Intanto il regista, che viene dalla tv, non era molto conosciuto nella stessa Francia, e poi i riferimenti colti (da Hitchcock a Lang, da Lubitsch a Murnau fino a Billy Wilder) annunciati in questo lungometraggio dallo stesso Hazanavicius. Ma incredibilmente, nonostante tutto questo, i 100 minuti di un film muto, ma pieno di musica, volano tra risate e commozione proprio come accadeva per i melò degli anni Venti hollywoodiani. Il film racconta in pieno stile muto (sottotitoli e recitazione superenfatizzata) una storia d'amore che solo all'inizio si prende forse troppo sottogamba perché è tutta macchietta e musica. Ovvero la storia di un divo americano del cinema muto, George Valentin (Jean Dujardin, del tutto simile a Douglas Fairbanks jr.) che vive della vanagloria del suo successo senza nulla concedere agli altri. Un divo che, da un momento all'altro, si trova ad essere totalmente cancellato da Hollywood con l'avvento del sonoro. E questo mentre una sua fan, Peppy Miller (Berenice Bejo), resa famosa proprio da lui, ma solo per caso, diventa la vera diva di quel nuovo cinema sonoro.
Per Valentin sarà così una lenta discesa all'inferno, ma a salvarlo sarà proprio l'amore di quella sconosciuta Peppy, ora diventata superstar. Tante le scene di culto di questo film che non manca di citare tutto il possibile senza mai dare fastidio. Nel cast troviamo nel ruolo del produttore (corpulento e con tanto di sigaro) uno straordinario John Goodman. Ma va segnalata anche l'interpretazione di un attore a quattro zampe (un jack russell terrier) che per tutto il film è il compagno fedele di Valentin ed è perfetto anche per dire una delle battute cult di The Artist: "é un cane a cui manca solo la parola". Finale in danza, ovvero uno straordinario tip tap dei due protagonisti ormai felici e innamorati.

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